Visita
al Paese
Fra le frazioni del Carrarese Colonnata
è quella che si configura con più precisione come
paese di cavatori, nato, sviluppatosi e vivente in funzione delle
cave: il sasso di marmo, murato a vista, è l'elemento predominante
nell'architettura del paese le cui case, tranne le poche separate
negli scarsi pianori pedemontani coltivabili, sono prive di quegli
ambienti o piccole infrastrutture adibiti a stalle o, comunque,
a funzioni legate a forme di agricoltura rintracciabili in quasi
tutte le altre frazioni del comune.
Le case basse, legate in una massa quasi unica sul pendio scosceso
del monte e solcate da stradette a scalinata, hanno porticati, porte,
finestre quasi sempre piccoli, proporzionati come sono alle dimensioni
degli edifici.
Sulle facciate non compaiono, salvo rarissime eccezioni, edicole
sacre o scritte votive: l'espressione del tutto e affidata al sasso
nudo, raschiato e patinato dal tempo.
da
non perdere:
Le opere di Alberto Sparapani
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Il
"Monumento al Cavatore" |
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Interamente
eseguito in marmo bianco di Carrara, composto di elementi architettonici
e scultorei è stato ideato dall'artista Alberto Sparapani
pensando allo scenario delle cave che lo avrebbe circondato:
un'opera che fosse architettonicamente in armonia ed interagisse
col panorama circostante disponendone i volumi in modo tale
da non impedire, la vista delle Apuane. I tagli netti dei pannelli
di marmo posati sulla piazzetta attorno al Cristo, raccontano,
come pagine di un libro di marmo, la storia dell'escavazione
del marmo, dai tempi dei romani, ai giorni nostri. Esse richiamano
con la loro stilizzazione formale, le fendenti linee trasversali
delle strade che attraversano i monti per raggiungere le cave
di Colonnata, Ravalunga, Querciola, Campanili.
Il Cristo che si erge maestoso dall'ardita vetta marmorea, che
gli fa da piedistallo, è realizzato in un unico blocco
e ha duplici riferimenti simbolici: da una parte egli nasce
dalla montagna di marmo che gli fa da madre, dall'altra, sovrastandola,
cerca di dominarla, in nome dei figli di quella stessa terra
che sacrificano la loro vita nell'estrazione dei blocchi. Il
sacrificio del cavatore per il proprio lavoro richiama, dunque,
il sacrificio di Dio per gli uomini. Particolarmente suggestivo
è il gioco di ombre sul corpo del Cristo creato dall'alternarsi
dei pieni e dei vuoti del manto che lo ricopre, mentre la capigliatura
richiama l'originale creatività dell'artista delle famose
"Testine idealizzate", ma, in questo caso, essa diventa
un rimando alle montagne vicine, con le loro vette, i loro canaloni,
i tagli fendenti. |
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Il
bassorilievo di Papa Giovanni XXIII |
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Nella chiesa di Colonnata, si
conserva un pannello a bassorilievo in marmo e bronzo dedicato
alla vita di Papa Giovanni XXIII.
L’opera è stata eseguita nel 1983 dallo scultore
Alberto Sparapani su bozzetto del 1963 col quale partecipò
al Concorso Internazionale per un bassorilievo a tema: <<La
Bontà di Papa Giovanni>> indetto dalla Galleria
“Lo Sprone” di Firenze, classificandosi al secondo
posto assoluto.
In occasione del XX anniversario della morte di Papa Giovanni
XXIII il bozzetto fu tradotto in due esemplari alti circa
cm. 250, uno realizzato in marmo e bronzo per la suddetta
chiesa di Colonnata e l’altro, interamente in bronzo,
per la parrocchia di S. Miniato Basso.
Sull’opera così si esprime Mons. Loris Capovilla:
<<... Lo scultore ha saputo penetrare nel segreto di
quel cuore mite e forte e ne ha tradotto nel bronzo le stazioni
salienti del prodigioso itinerario, affinché i credenti
vedano ed imparino a coniugare insieme verità e giustizia,
libertà e amore, servizio e speranza.
Le braccia allargate di Papa Giovanni invitano ad entrare
nell’area della fede e della preghiera, mentre le sue
labbra sembrano schiudersi all’insegnamento, che fu
la nota dominante del suo sacerdozio…>> S.E. Loris
Francesco Capovilla, Delegato pont. Del Santuario Lauretano,
Segretario già di Papa Giovanni.
Il pannello colonnatese, è diviso in due sezioni: la
parte superiore, realizzata in marmo bianco statuario, mostra
il Papa in posizione eretta, con le braccia aperte nella classica
posizione d’accoglienza, mentre spalanca le porte della
chiesa al mondo intero.
Nella parte inferiore si trova la lastra bronzea, sulla quale
sono illustrati, in otto sezioni triangolari, gli episodi
più significati della vita pastorale del Papa in una
sintesi ideale del suo pontificato. Vediamo, infatti, l’incoronazione
di Papa Roncalli, l’Enciclica Mater e Magistra, la visita
agli ammalati, la visita alle carceri, la carezza ai bimbi,
i cinque continenti,la visita del Papa a Loreto e ad Assisi,
il premio Balzan ed infine il Papa sul letto di morte e la
folla che prega per Lui in Piazza S. Pietro.
L’inaugurazione è avvenuta il 19 agosto 1984,
alla presenza del Vescovo della Diocesi di Massa Carrara,
Don Eugenio Binini, di Monsignor Aldo Forzone, del senatore
Alcide Angeloni, e del parroco della chiesa di Colonnata,
Don Carpena. La realizzazione del pannello è stata
voluta dal comitato parrocchiale, promotore anche del “Monumento
al cavatore” collocato sul Sagrato di S. Bartolomeo
antistante la chiesa che Sparapani realizzò nel 1983. |
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La
Pietà Beconcini |
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Nella piccola chiesina di
Colonnata si conserva un’altra opera di Alberto Sparapani:
il gesso originale, patinato, della “Pietà Beconcini”.
Il bassorilievo, grande al vero, realizzato in bronzo nel
1988, è collocato nel cimitero di Cascina in provincia
di Pisa. Questa splendida “Pietà” realizzata
per una cappella gentilizia, rispecchia i canoni stilistici
adottati dall’artista e in piena maturazione negli anni
’80.
Successiva di tre anni alla “Via Crucis” conservata
a Pisa, nella chiesa di San Michele degli Scalzi in Orticaia,
richiama, nella sintesi della plastica, nella ricerca formale
e nell' equilibrata composizione stilistica, la Stazione n.
XIV della suddetta Via Crucis. L’opera, per la dolcezza
espressiva dei volti e per la delicatezza con cui Maria sostiene
il corpo del figlio sfiorandone lievemente il costato, esprime
sentimenti di tenerezza e di rassegnato dolore in contrasto
col modellato forte, vibrante, aggressivo della già
citata formella dove la scena è dominata da un dolore
straziante e totale.
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approfondimenti:
galleria fotografica
Alberto Sparapani - Omaggio all'artista
(pdf)
Alberto Sparapani - biografia
(pdf)
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Storia
Nel 1810 nelle
cave di Colonnata (in località Gioia) fu ritrovata una lapide
risalente al 1° secolo a.C.
Questa lapide è la testimonianza più concreta che
Colonnata fu attivo centro di produzione marmifera in epoca romana.
Il nome stesso del paese deriva, secondo molti, dalla colonia di
schiavi che si stabilì, forzatamente, in zona; altri storici,
tuttavia, ritengono che il nome di Colonnata derivi dal fatto che
il marmo estratto in zona venisse utilizzato per la costruzione
delle colonne dei templi romani; una terza versione, infine, riconduce
il nome alla presenza di un tempio nella zona, che, essendo l’unica
abitata, era la sola a richiedere un luogo di culto.
La prima notizia storica del paese, comunque, risale all'anno 1111
ed è contenuta nel Codice Pelavicino.
Come visse e come si organizzò il piccolo borgo nei secoli
medioevali durante i quali il marmo non costituì più
fonte di attività e ricchezza?
Non è difficile immaginarlo: la posizione dell'abitato, sicura
e lontana dalla insidiata pianura, favorì la sopravvivenza
di un insediamento umano a scopo difensivo il quale, rotti i legami
con l’opprimente gerarchia romana, si organizzò man
mano secondo altri fini ed altre regole: 1'allevamento dei maiali
e la rinomata maestria nel lavorare le carni, la coltivazione del
castagno e di tipi di ortaggi collinari, l'ostinato terrazzamento
di piane acquisibili a magre forme di agricoltura, la pastorizia,
sono tutte attività che si svilupparono nel basso Medioevo
e che troviamo a base dell'economia del borgo, quando intorno ad
esso ci vengono fornite le prime sufficienti notizie.
Naturalmente la vita del borgo, all'epoca in cui si verificava tutto
ciò, era notevolmente mutata: la riattivazione delle cave
ed i tempi relativamente più tranquilli avevano creato condizioni
di vita ben
diverse da quelle del buio Medioevo. Alcune famiglie del borgo,
inoltre, si erano ormai introdotte cosi bene
nella nuova e proficua attività legata al marmo da poter
essere annoverate fra le più ricche e prestigiose di tutto
il Comune: nel 1499 fra i Magistrati Marmorum esistenti nel carrarese
ben 6 erano di Colonnata; fra
essi figurava Michele Cattani dal quale, nel 1509, nacque Danese
Cattaneo, il più illustre figlio di Colonnata.
A differenza di quanto avveniva in altre Vicinanze, dove il marmo
creava condizioni favorevoli per molti, a Colonnata la diffusione
del benessere tardava, poiché le risorse restavano controllate
da pochissime famiglie che, invece di favorire, come altrove, uno
sviluppo del paese, cercavano addirittura di frenarlo per timore
che nuove ambizioni turbassero gli equilibri ormai stabilitisi.
Nel 1553 la Vicinanza contava solamente 16 fuochi e nel 1602, quando
fu redatto un censimento organico,
era salita a soli 24 (meno popolate erano solamente Noceto e Bergiola).
Ufficialmente il borgo era però fra i
più prestigiosi del Comune; tra 1'altro era sede di una delle
primissime Parrocchie autonome della valle
(anno 1111). Nei decenni seguenti, il mutato regime degli agri marmiferi
favorì la formazione di fortune
nuove ed una certa diffusione di benessere.
Questo fatto, insieme al carattere autosufficiente ed austero in
cui si era ormai forgiata la comunità, contribuì a
mantenere inestirpabile un certo diaframma tra Colonnata ed il resto
della valle: tale fenomeno risultò in tutta la sua evidenza
nel 1894, quando Colonnata fu il solo paese del Carrarese a non
essere coinvolto, in qualche modo, nei tragici Moti.
Durante l'ultima guerra la frazione ha partecipato in pieno alla
tragicità degli eventi ed ha avuto, fra 1'altro, quasi il
50% delle case bruciate. La lapide che è posta sulla piazza,
allude proprio a questo tragico evento: "Non il fuoco brucio,
figli di Colonnata, la vostra fede nella libertà..."
approfondimenti
(pdf)
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Passeggiate
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Torre di Monzone |
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A
nord del pianoro di campo Cecina e del Monte ballerino, si
stende una bella zona movimentata da boschi e prati, delimitata
ai bordi da pendii ripidissimi e vere e proprie pareti.
In questa sorta di altopiano si alzano le sommità della
Rocca di Tenerano e della Torre di Monzone.
Se dall’interno queste cime appaiono poco definite,
a valle mostrano versanti scoscesi, che ne spiegano i nomi:
La Torre di Monzone fa da sfondo all’omonimo paese abbarbicato
sulla montagna; La Rocca di Tenerano presenta fianchi scoscesi
in cui si apre, quasi a fondovalle, l’imponente ingresso
della Tecchia di Tenerano, dove sono stati fatti importanti
ritrovamenti paleontologici.
Ricca di sentieri e scorci paesaggistici, la zona si presta
ad un escursionismo piacevole e poco faticoso, grazie alla
facilità di accesso da Campo Cecina. (scarica
il percorso) |
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Anello dei Monte Sagro |
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In
Monte Sagro domina tutto il bacino marmifero di Carrara, probabilmente
il più grande del mondo. Da qui si può vedere
la montagna trasformata in cantiere: cave tagliano i pendii
più vertiginosi, smantellano creste, penetrano montagne.
Un paesaggio dantesco, artificiale e grandioso, che emana
un fascino inquietante.
A oriente il Monte Sagro e la sua anticima, il Monte Spallone,
si affacciano sul Canal Regolo, confluente nel bacino del
Frigido. Anche qui un tempo furono aperte delle cave, ma la
difficoltà a costruirvi strade ha portato ad un veloce
abbandono. Dunque qui, al contrario del bacino di Carrara,
si possono ancora vedere le antiche via di lizza che si precipitano
verso il fondo del canale e i caseggiati provvisori per il
ricovero dei cavatori e dei macchinari.
L’itinerario del Sagro parte da Case del Vergheto, un
borgo in splendida posizione panoramica, di fronte alla Cresta
del serrone e con ampia vista sui canali convergenti nel Frigido.
La zona è molto varia e suggestiva, tuttavia può
riservare delle insidie a chi non è pratico del territorio.
(scarica
il percorso) |
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La carta dei
sentieri del CAI
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Bibliografia
Il
Lardo di Colonnata
La via bianca del gusto tra i marmi di Carrara
AA.VV.
2003, Federico Motta Editore
Paesi
del Marmo
Enrico Dolci
1993, Cassa di Risparmio di Carrara
Le
Alpi Apuane
Ambiente, storia, cultura
Mario Vianelli
1993, ed. CDA
Filmografia
La
Fossa degli Angeli
1937, Italia, BN
Regia: Carlo Ludovico Bragaglia
Interpreti: Amedeo Nazzari, Luisa Ferida, Lino
Chiostri, Antonio Gradoli, Annette Ciarli
Prodotto da: Diorama Film Lux
Distribuito da: Film Lux
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Numeri
Utili
Ufficio Postale
P.zza Alberto Meschi Anarchico, Colonnata
Tel. 0585758009
Orario
dal 1/8/2005 al 31/8/2005:
ma/sa, 8.00 - 13.30
dal 1/9/2005 al 30/7/2006:
ma/gio/sa, 8.00 - 13.30
Pos
Prelievo: tutte le carte
Prelievo e Pagamento: Postepay - Bancoposta
Farmacia
Farmacia Dott. Silvatici Luca
P.zza Soldini 1, Bedizzano
Tel. 0585779010
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