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COLONNATA
E DINTORNI

 
 
 

Visita al Paese

Fra le frazioni del Carrarese Colonnata è quella che si configura con più precisione come paese di cavatori, nato, sviluppatosi e vivente in funzione delle cave: il sasso di marmo, murato a vista, è l'elemento predominante nell'architettura del paese le cui case, tranne le poche separate negli scarsi pianori pedemontani coltivabili, sono prive di quegli ambienti o piccole infrastrutture adibiti a stalle o, comunque, a funzioni legate a forme di agricoltura rintracciabili in quasi tutte le altre frazioni del comune.

Le case basse, legate in una massa quasi unica sul pendio scosceso del monte e solcate da stradette a scalinata, hanno porticati, porte, finestre quasi sempre piccoli, proporzionati come sono alle dimensioni degli edifici.
Sulle facciate non compaiono, salvo rarissime eccezioni, edicole sacre o scritte votive: l'espressione del tutto e affidata al sasso nudo, raschiato e patinato dal tempo.

da non perdere:
Le opere di Alberto Sparapani

Il "Monumento al Cavatore"
Il bassorilievo di Papa Giovanni XXIII
La Pietà Beconcini



approfondimenti:
galleria fotografica
Alberto Sparapani - Omaggio all'artista (pdf)
Alberto Sparapani - biografia (pdf)

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Storia

Nel 1810 nelle cave di Colonnata (in località Gioia) fu ritrovata una lapide risalente al 1° secolo a.C.
Questa lapide è la testimonianza più concreta che Colonnata fu attivo centro di produzione marmifera in epoca romana.
Il nome stesso del paese deriva, secondo molti, dalla colonia di schiavi che si stabilì, forzatamente, in zona; altri storici, tuttavia, ritengono che il nome di Colonnata derivi dal fatto che il marmo estratto in zona venisse utilizzato per la costruzione delle colonne dei templi romani; una terza versione, infine, riconduce il nome alla presenza di un tempio nella zona, che, essendo l’unica abitata, era la sola a richiedere un luogo di culto.

La prima notizia storica del paese, comunque, risale all'anno 1111 ed è contenuta nel Codice Pelavicino.
Come visse e come si organizzò il piccolo borgo nei secoli medioevali durante i quali il marmo non costituì più fonte di attività e ricchezza?
Non è difficile immaginarlo: la posizione dell'abitato, sicura e lontana dalla insidiata pianura, favorì la sopravvivenza di un insediamento umano a scopo difensivo il quale, rotti i legami con l’opprimente gerarchia romana, si organizzò man mano secondo altri fini ed altre regole: 1'allevamento dei maiali e la rinomata maestria nel lavorare le carni, la coltivazione del castagno e di tipi di ortaggi collinari, l'ostinato terrazzamento di piane acquisibili a magre forme di agricoltura, la pastorizia, sono tutte attività che si svilupparono nel basso Medioevo e che troviamo a base dell'economia del borgo, quando intorno ad esso ci vengono fornite le prime sufficienti notizie.

Naturalmente la vita del borgo, all'epoca in cui si verificava tutto ciò, era notevolmente mutata: la riattivazione delle cave ed i tempi relativamente più tranquilli avevano creato condizioni di vita ben
diverse da quelle del buio Medioevo. Alcune famiglie del borgo, inoltre, si erano ormai introdotte cosi bene
nella nuova e proficua attività legata al marmo da poter essere annoverate fra le più ricche e prestigiose di tutto il Comune: nel 1499 fra i Magistrati Marmorum esistenti nel carrarese ben 6 erano di Colonnata; fra
essi figurava Michele Cattani dal quale, nel 1509, nacque Danese Cattaneo, il più illustre figlio di Colonnata.

A differenza di quanto avveniva in altre Vicinanze, dove il marmo creava condizioni favorevoli per molti, a Colonnata la diffusione del benessere tardava, poiché le risorse restavano controllate da pochissime famiglie che, invece di favorire, come altrove, uno sviluppo del paese, cercavano addirittura di frenarlo per timore che nuove ambizioni turbassero gli equilibri ormai stabilitisi.

Nel 1553 la Vicinanza contava solamente 16 fuochi e nel 1602, quando fu redatto un censimento organico,
era salita a soli 24 (meno popolate erano solamente Noceto e Bergiola). Ufficialmente il borgo era però fra i
più prestigiosi del Comune; tra 1'altro era sede di una delle primissime Parrocchie autonome della valle
(anno 1111). Nei decenni seguenti, il mutato regime degli agri marmiferi favorì la formazione di fortune
nuove ed una certa diffusione di benessere.
Questo fatto, insieme al carattere autosufficiente ed austero in cui si era ormai forgiata la comunità, contribuì a mantenere inestirpabile un certo diaframma tra Colonnata ed il resto della valle: tale fenomeno risultò in tutta la sua evidenza nel 1894, quando Colonnata fu il solo paese del Carrarese a non essere coinvolto, in qualche modo, nei tragici Moti.

Durante l'ultima guerra la frazione ha partecipato in pieno alla tragicità degli eventi ed ha avuto, fra 1'altro, quasi il 50% delle case bruciate. La lapide che è posta sulla piazza, allude proprio a questo tragico evento: "Non il fuoco brucio, figli di Colonnata, la vostra fede nella libertà..."


approfondimenti (pdf)

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Passeggiate

Torre di Monzone
Anello dei Monte Sagro
La carta dei sentieri del CAI
 


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Bibliografia

Il Lardo di Colonnata
La via bianca del gusto tra i marmi di Carrara

AA.VV.
2003, Federico Motta Editore

Paesi del Marmo
Enrico Dolci
1993, Cassa di Risparmio di Carrara

Le Alpi Apuane
Ambiente, storia, cultura

Mario Vianelli
1993, ed. CDA

Filmografia

La Fossa degli Angeli
1937, Italia, BN
Regia:
Carlo Ludovico Bragaglia
Interpreti: Amedeo Nazzari, Luisa Ferida, Lino Chiostri, Antonio Gradoli, Annette Ciarli
Prodotto da: Diorama Film Lux
Distribuito da: Film Lux

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Numeri Utili

Ufficio Postale
P.zza Alberto Meschi Anarchico, Colonnata
Tel. 0585758009
Orario
dal 1/8/2005 al 31/8/2005:
ma/sa, 8.00 - 13.30
dal 1/9/2005 al 30/7/2006:
ma/gio/sa, 8.00 - 13.30
Pos
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Prelievo e Pagamento: Postepay - Bancoposta

Farmacia
Farmacia Dott. Silvatici Luca
P.zza Soldini 1, Bedizzano
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